
Il Premio di Poesia è intitolato alla memoria del poeta e scrittore maurino Paolo Prestigiacomo (San Mauro Castelverde, 1947 – Roma, 1992), discepolo e amico, tra glia altri, di Aldo Palazzeschi, e tra i protagonisti della stagione letteraria italiana del secondo Novecento.
Il premio fu istituito nel 1993 ed è inserito all’interno del Festival di Poesia Paolo Prestigiacomo nato nel 2021.
Il Festival vuole essere non solo un tributo alla poesia contemporanea, ma soprattutto l’occasione per la comunità maurina di raccogliersi intorno alla figura di questo suo figlio illustre e di raccontare, per suo tramite, i valori e le peculiarità di un piccolo borgo dell’interno della Sicilia.
Negli anni sono stati premiati poeti, scrittori e intellettuali tra i più importanti in Italia, con un’attenzione anche alla produzione dei poeti più giovani.
“Pani, Dolci e tanto altro…” coinvolge cittadini e visitatori, grandi e piccoli, in un vero e proprio viaggio nel tempo e nella cultura maurina. Per le vie del paese è possibile ammirare e scoprire utensili d’un tempo, tessuti, fotografie e oggetti di vita quotidiana che hanno ricreato un percorso emozionante nella memoria collettiva.
Il momento più atteso e suggestivo è il rito di “ ‘a pisata”, la tradizionale trebbiatura con gli asini, curata dagli instancabili fratelli Nicolosi. Un evento carico di emozione e autenticità, capace di restituire al pubblico l’atmosfera e il significato profondo del lavoro nei campi di un tempo.
Lungo il percorso che da Piano San Giorgio giunge a Via Umberto I, si è potuto assaporare il meglio della cucina locale, tra cui il celebre Fiorello molto apprezzato dai visitatori; una grande degustazione che conquista i palati.
La manifestazione è impreziosita dalle musiche e danze popolari del gruppo folkloristico dell’Associazione culturale e musicale “L’Eremo”, che fanno da cornice a una festa autentica e sentita.
Nel cuore delle Madonie, San Mauro Castelverde celebra ogni anno la propria identità legata all’olio extravergine d’oliva, trasformando il borgo in un percorso di profumi, sapori e racconti. Le strade in pietra, le piazze e gli antichi edifici diventano luoghi di incontro tra produttori, visitatori ed esperti, creando un dialogo che unisce tradizione e innovazione. Al centro dell’iniziativa c’è la volontà di valorizzare le cultivar locali, in particolare la Crastu, simbolo del territorio e frutto di una storia agricola secolare.
Degustazioni guidate, laboratori sensoriali e momenti formativi accompagnano il pubblico alla scoperta delle caratteristiche dell’olio madonita, mentre chef e cuochi reinterpretano la cucina locale esaltando la qualità dei prodotti tipici. Accanto agli aspetti gastronomici, trovano spazio incontri dedicati alla sostenibilità, alla tutela del paesaggio e alle nuove opportunità per la filiera.
Elemento distintivo dell’evento è la Banca dell’Olio delle Madonie, ospitata nell’Ex Monastero delle Suore Domenicane (Badia) del 1550. Qui gli oli del territorio vengono raccolti, catalogati e studiati, creando una memoria condivisa e un punto di riferimento per la ricerca e la divulgazione. Questo luogo rappresenta il ponte tra passato e futuro, tra la sapienza contadina e le nuove prospettive di sviluppo. L’intera manifestazione diventa così un omaggio alla cultura dell’olio e alla comunità che la custodisce.
Nel rione San Pietro, a San Mauro Castelverde, nel giorno 29 giugno, la distribuzione delle fave bollite torna a raccontare un passato fatto di gesti semplici e di profonda devozione. È una tradizione che affonda le radici nella cultura contadina maurina, dove l’olio e il grano erano i pilastri della vita quotidiana: l’olio come frutto prezioso degli uliveti, il grano come alimento essenziale, simbolo di lavoro, sacrificio e sostentamento. In questo contesto nacque l’usanza, portata avanti per decenni da Domenico Madonia, Micu ’u poeta, che all’alba preparava la grande quarara colma di fave, bollite lentamente e condite con l’olio della cultivar Crastu, talvolta arricchito da un pizzico di peperoncino.
Quel rito, nato in un tempo in cui la fatica nei campi scandiva le giornate e ogni raccolto era frutto di sudore e speranza, oggi rivive, a volte in giorni differenti dalla festa, grazie all’impegno del Comune e della comunità. La distribuzione delle fave, accompagnata da buon vino locale, diventa un momento di condivisione che unisce memoria e presente. È un appuntamento estivo che celebra i sapori autentici, ma soprattutto il valore di ritrovarsi insieme, ricordando un passato che continua a nutrire l’identità del paese.
” ‘A Visària“, nell’idioma maurino, significa letteralmente via sacra.
Questa sacra rappresentazione, nata nel 1995, trae ispirazione dalle quattordici stazioni della Via Crucis, raffigurate in maioliche di terracotta realizzate tra il Settecento e il Novecento e incastonate sui muri di alcuni edifici privati. Il percorso si snoda attraverso le strette e tortuose stradine del paese, passando davanti alla matrice arabo-normanna di San Giorgio e concludendosi nei pressi dei ruderi del castello.
La rappresentazione è messa in scena dal gruppo teatrale dell’Associazione Culturale e Musicale L’Eremo di San Mauro Castelverde, affiancato dall’entusiastica partecipazione di numerose persone esterne all’associazione, per un totale di oltre cento interpreti. Il testo recitato è stato scritto dal Maestro Matteo Mazzola, che ne ha curato anche la regia in tutte le nove edizioni.
In occasioni come questa, la celebrazione liturgica si fonde con la rappresentazione teatrale, dando vita a un unico percorso di fede. La sacra rappresentazione prende avvio al Piano Teatro, prosegue lungo Via Garibaldi, raggiunge Piazza Municipio e si conclude nell’area sottostante i ruderi del Castello, seguendo il cammino scandito dalle stazioni della Via Crucis attraverso le vie Umberto, Serra, Carlo Alberto, A. Spallina e Piano San Giorgio.
I costumi dei protagonisti sono stati realizzati utilizzando stoffe diverse – lana, cotone, misto lana, fustagno, raso e lino – mentre per armature ed elmi dei soldati romani sono stati impiegati materiali quali rame, cuoio, piume di boa, ossidante (fegato di zolfo), silicone, chiodi di varie dimensioni, cordami e fili di ferro. Lance e spade sono state ricavate dalla lavorazione del legno, mentre i foderi sono stati prodotti in pelle, così come gambali, bracciali e calzari dei soldati. Particolare cura è stata dedicata alla realizzazione di armi e accessori come gladium, pilum, aquila imperiale e caligae.
Per quanto riguarda la scenografia, il monumentale Tempio Romano con capitelli e frontone e il Sinedrio sono stati costruiti utilizzando pannelli e materiali vari; le croci, invece, sono state realizzate in legno e ferro.
Nel cuore del Parco delle Madonie, arroccato a oltre mille metri di altitudine, il suggestivo borgo medievale di San Mauro Castelverde custodisce intatta una secolare tradizione pastorale. L’appuntamento che celebra questa eredità è la Sagra del Caciocavallo, un evento che ogni anno mette in mostra il “re” dei formaggi madoniti e la maestria dei produttori locali, custodi di ricette tramandate di generazione in generazione.
L’evento trasforma l’intero paese in un palcoscenico a cielo aperto. Lungo Via Umberto I e all’interno di Piano San Mauro, l’aria si riempie dei profumi tipici della gastronomia locale grazie a numerosi stand espositivi e di artigianato. Uno dei momenti più affascinanti è la dimostrazione dal vivo dei maestri casari: i visitatori possono assistere in diretta alla lavorazione della tradizionale cagliata e alla complessa filatura manuale della pasta, gesti precisi che danno forma alle tipiche sagome del caciocavallo, a forma di pera che non ha nulla a che vedere con la cosiddetta provola.
Il programma della manifestazione offre un mix perfetto tra cultura e gusto, proponendo laboratori e degustazioni guidate da esperti del settore per imparare ad apprezzare le diverse stagionature del formaggio. Non mancano iniziative singolari come l’estemporanea di “cacio artistico”, dove il formaggio viene modellato in vere e proprie sculture, che un tempo il casaro regalava ai bambini (figli, nipoti vicini di casa) per essere mangiati.
L’intera comunità partecipa attivamente, arricchendo le giornate con spettacoli teatrali, concerti di musica live e le storiche sfilate del gruppo folkloristico, che con canti e balli tradizionali restituiscono l’identità più autentica della Sicilia.
Il Presepe Vivente nel Borgo Maurino, realizzato grazie all’impegno dell’Azione Cattolica, prende vita all’interno del borgo medievale, tra caratteristici archi in pietra e vie storiche che conservano intatto il fascino del passato.
Il percorso, della durata di circa un’ora, unisce mirabilmente tradizioni locali e racconto sacro. I visitatori possono riscoprire gli antichi mestieri maurini, come l’arte delle tessitrici, del fabbro, dello stagnino e della pisata, la tipica trebbiatura locale. A queste scene si affiancano i quadri biblici, dall’Annunciazione alla Natività. Ogni momento è accompagnato da un suggestivo racconto in filodiffusione, costruito unendo i brani integrali del Vangelo alla spiegazione dei mestieri, e da musiche appositamente selezionate. Il cammino si conclude con la degustazione di prodotti tipici, per valorizzare anche l’eccellenza culinaria locale.
Scopri il Premio di Letteratura "Paolo Prestigiacomo", uno dei più prestigiosi appuntamenti dedicati alla poesia contemporanea italiana. Un'iniziativa culturale che celebra il poeta maurino Paolo Prestigiacomo e promuove il dialogo tra letteratura, territorio e comunità attraverso il Festival di Poesia di San Mauro Castelverde.
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