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Descrizione
La Chiesa di San Giorgio Martire nostro compatrono, che svolge ancora oggi il ruolo di Chiesa Madre ed Arcipretura, sorge quasi sulla punta più alta del Paese.
Fu eretta subito dopo il Duomo di Cefalù, in stile arabo-normanno (XI-XII secolo), e poi ampliata e modificata nel corso del XVII° secolo. Dell’ordine arabo- normanno rimangono il portale centrale, che immette nella navata centrale, ed il campanile che funge da protiro (elemento di protezione dell’ingresso di una chiesa romanica); nel 2014, durante una restaurazione, sono state portate alla luce le particolari colonne arabo-normanne, citate dal La Rocca.
L’edificio si presenta con pianta a croce latina (immissa) e priva di abside ed è a tre navate. Il portale della navata di sinistra porta la data 1697.
All'interno come opere d’arte più importanti conserva una cona marmorea commissionata da Andrea De Marta nel 1514, molto probabilmente realizzata da Bartolomeo Berrettaro e Giuliano Mancino, e, l'altare marmoreo contenente il sarcofago con le spoglie di Santa Vittoria realizzato nel 1646. Degna di nota è la Cappella del SS. Sacramento con gli affreschi realizzati da Pietro Berna nel 1733, che rappresentano uno dei pochi esempi in Sicilia di pittura didascalica come affermato in una recente visita dal Prof. Giuseppe Fazio di Campofelice di Roccella.
Nella navata centrale, in alto, nella volta a botte, vi è un simbolo affrescato da cui si può dedurre che questa chiesa custodiva gran parte delle reliquie affidate al Paese (HIC SUИT RELIQUIÆ SAИCTORU...).
Inoltre, la Chiesa di San Giorgio come Arcipretura conservava moltissimi tesori come il celebre Reliquiario della Vera Croce o Ostensorio dei Papi, la Reliquia del Patrono San Mauro Abate ed anche i ritratti degli Arcipreti Maurini dal 1601 al 1892 (oggi custoditi nell’Archivio Storico Parrocchiale).
Vi sono, anche, le lapidi sepolcrali dell’Arciprete Dr. Don Francesco La Rocca, quella della Famiglia Giannì (XVII-XVIII secolo), quella del Sac. D. Gio. Andrea Spallino Cavaliere dell’Ordine di Malta (1658), quella della Famiglia Agnello (XVIII-XIX secolo) tra cui il Sindaco Giuseppe Pace Turrisi, e quella di Giovanni Ventimiglia.
Temporaneamente, al suo interno è custodita la statua lignea di San Nicola realizzata nel 1540 ed appartenente alla Chiesa di San Nicola (in restauro dal 2025).
Qui hanno luogo annualmente alcuni dei riti religiosi più importanti della comunità, considerati patrimonio immateriale della nostra storia: " ‘A Czèna " (Giovedì Santo) e “ 'A Pirdunanza” (Venerdì Santo).
Mappa
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37.913694,14.192417
Approfondimenti:
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