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Descrizione
La Chiesa della Madonna della Catena e il monastero della Badia (1550) erano fino al 2011 in custodia delle Suore Domenicane Missionarie di San Sisto.
La Chiesa di Maria SS. della Catena oggi si presenta a unica navata e conserva al suo interno il quadro della Madonna della Catena (copia originale della Madonna di San Girolamo del CORREGGIO), una statuetta di San Sebastiano e un'altra di Cristo alla Colonna: opere portate da Don Vincenzo Greco (sacerdote maurino residente a Roma) nel 1674, allora confessore in Santa Marta; in alto, sulla volta a botte, vi è lo stemma affrescato dell’ordine dei domenicani.
Sia il monastero attuale che la chiesa sono impiantati su una precedente struttura che chiamiamo "Monastero di Clausura", del quale si conservano l'antico luogo di preghiera con affreschi del 1583 e i locali ipogei, oggi sede della Banca dell’olio - Oasi delle Identità.
L'attuale cappella affrescata nel 1583 probabilmente da un pittore locale, faceva parte di una chiesa a tre navate, di modeste dimensioni, eretta sicuramente nel corso del XVI secolo; tale tesi è supportata dal fatto che proprio accanto alla cappella, è presente un arco di livello inferiore rispetto alla stessa [corrispondente alla navata destra], oltre che in una delle scene affrescate: San Domenico regge, infatti, la raffigurazione della stessa chiesa a lui dedicata, che si presenta a tre navate.
Nella parte superiore dell'arco sono presenti due raffigurazioni probabilmente relative a due angeli, ma che si interrompono. Nella parte destra è presente una raffigurazione della Madonna col Bambino ed una scena con un putto e una croce.
Frontalmente le scene raffigurano:
− peccato originale con Adamo ed Eva
− sole e luna, principio e fine (alfa ed omega)
− la fuga in Egitto
− forse l’Annunciazione, di cui rimane solo l'Arcangelo Gabriele
Sulla volta sono presenti quattro scene rappresentanti:
− la Strage degli Innocenti
− Re Salomone in trono
− Re Davide accompagna l'Arca dell'Alleanza verso Gerusalemme
− San Vincenzo Ferreri, San Domenico (con la stessa chiesa a lui dedicata) e San Tommaso d’Aquino (ai cui piedi figura la suora/badessa che commissionò l'opera); in questa scena è anche riportata la datazione (1583).
Sull’intradosso dell’arco sono presenti Santa Marta, San Michele Arcangelo, Santa Caterina da Siena e Santa Brigida.
L'attuale cappella, scoperta da Suor Giuseppina durante gli anni '60, è inserita all'interno di un complesso che chiamiamo "monastero di clausura o locali ipogei" che ha subito modifiche nel corso dei secoli. La clausura non è un ordine, ma l'osservanza di una regola che rispetta un ordine monastico: infatti al di là della grata, le suore seguivano la celebrazione eucaristica officiata nella cappella.
Mappa
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37°54\'49.7\"N 14°11\'14.6\"E









