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Descrizione
Chiunque abbia avuto contatti con la storia o con le curiose leggende di San Mauro Castelverde, ha certamente riscontrato che il nome di tale luogo deriva da quello di una grossa allodola, ovvero “Calandra”. Moltissime sono state le supposizioni, innumerevoli le teorie, immani le controversie sulle sue origini: ma non c’è nulla di assodato per carenza di fonti storiche e, soprattutto, archeologiche.
Ad oggi sappiamo che tale denominazione fa riferimento al colle posto a Sud-Est di quello di San Marco, con annessa torre collegata probabilmente al castello. Il colle “Calandra” era un altopiano certamente popolato da uomini: lo dimostra il fatto che, nella zona circostante al monte, si scorgevano dei resti di antichissime vestigia di fabbriche che gli originari abitanti di San Mauro, dopo aver messo in coltura quella zona, dovettero far involontariamente scomparire, sotterrando o demolendo le rovine dell’abitato.
Opinioni dubbie vogliono che, pertanto, questa cittadella si chiamasse “Calatta”, da molti erroneamente equivocata con quell’antica città cui Erodoto, grande storico greco del V secolo a.C., fa riferimento. In realtà quest’ultima, più probabilmente, sorse nei pressi di Caronia; e, stando all’etimologia del nome, si scoprirebbe che Calatta è termine d’origine greca significante “bella spiaggia”: strano per essere riferito ad una città montana. Molti giustificherebbero tale nome in relazione al fatto che da lì si potesse scorgere una spiaggia, ma tutto ciò è pura immaginazione.
Di particolare rilevanza è il ritrovamento di reperti risalenti al VII-V secolo a. C. nel lontano 1983, tra il Colle Calandra e i ruderi del Castello, che supportano la tesi secondo cui il territorio era già abitato in epoca greca.
In mezzo a tante contraddizioni tramandate da tanti storici e studiosi – da Erodoto a Diodoro Siculo o dal Cluverio al Fazello – ci si accorge che la fatale mancanza di certezze ha contribuito ad erigere tradizioni mitizzate e saghe memorabili. Difatti, come da apocrifa pergamena contenente l’epopea di Pietro Verde, mitico fondatore del castello maurino, non soltanto si accenna all’esistenza della vicina Calandra ma si evince persino che la consorte di Pietro, la castellana Maria Coco, dovette essere originaria proprio di quel luogo.
Quando la storia tace l’immaginazione prolifera.
Mappa
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37.90119463595821, 14.206019263851223
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