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Descrizione
La Chiesa di San Mauro Abate, dedicata al Patrono, è una struttura seicentesca a tre navate. È edificata sui resti di tre chiese preesistenti parte dei quali sono visibili dalle vetrate pavimentali: Chiesa di San Mauro Abate, Chiesa di San Giovanni Evangelista e Chiesa di San Vito.
Come risulta dal libro del La Rocca, la chiesa fu edificata su iniziativa del "Dr. in Medicina Bartholo Sarrica", che studiò all'Università di Parigi, e, fu anche confrate della Confraternita di Santo Mauro, il quale si prodigò a raccogliere operai ed elemosine per la costruzione della struttura: "...dirò di tutta la Terra, mentre ogn'uno delli popoli, così huomini, come donne, li sporgevano largamente, chi dinari, chi robba, e chi fatighi se portò tutto il materiale necessario alla fabrica, come di pietre, Calcina, rena, acqua, e altro d'elemosina gli huominj che tenevano Bestij andavano a gara a portare la Calcina, e rena e per portare la pietra andavano li giorni di festa. …" e ancora "...La spesa del mangiare per gli mastri, e altri operarij similmente si exigeva dell'elemosine: bastava che il sudetto D. Gios.pe Sarrica [sacerdote e figlio del citato Dr. Bartholo] uscisse per qualche strada della Terra, a provedere di quanto bisognava, di pane vino, formaggio, e altro; ogni sera vi era una casa devota che faceva li lasagni per la ciurma delli operarij, e glieli portavano insino alla fabrica, in piatti grandi dentro più cannestri coverti di taffità e tovagli, raccamati a seta, e molte donne del vicinato accompagnavano quelli che portavano li cannestri (vergogna de nostri tempi tanto scarse all'elemosine, e tanto renitenti le persone a dar di mano a qualche lieve fatiga per servitio della Casa di Dio).…"
La fabbrica della chiesa di San Mauro iniziò nel 1620, e già nel 1614 fu costruito il campanile come si evince dalla lapide visibile all'interno della canonica. Nel 1650 la costruzione fu accresciuta di altri due arcate supplementari, e probabilmente ebbero fine nel 1661 come si evince da una targa lapidea, situata nell'intradosso del primo arco a sinistra, ove si legge: M.R VINCENTIVS DRAGO PROCVRATOR 1661.
Tra le opere presenti al suo interno, merita particolare attenzione il simulacro del Santo Patrono “ ‘A Vàra”. La statua lignea del Santo in trono è protetta da un fèrcolo barocco sorretto da otto colonne elicoidali. L’intera struttura, che pesa complessivamente circa 600 Kg, viene trasportata a spalla durante le lunghe e caratteristiche processioni in onore del Santo.
Tra le altre opere meritano di essere menzionate: la statua della Madonna dell’Udienza del 1477, alcune statue lignee di Giacomo De Dato (San Giovanni Evangelista) e Filippo Quattrocchi (San Michele Arcangelo), il paliotto in argento cesellato raffigurante le miracolose gesta compiute da San Mauro, e il maestoso affresco dell'Apoteosi del Patrono presente nella volta a padiglione dell'altare.
Un'opera degna di menzione è il paliotto ricamato, realizzato da una fedele Giovanna Glorioso nel 2012 in occasione del Giubileo Maurino.
L’adiacente torre campanaria è arricchita da una guglia maiolicata, a semisfere sovrapposte, decorata con motivi geometrici di gusto orientale, visibile dall’esterno.
La festa di San Mauro Abate ricorre il 15 gennaio. Nei secoli precedenti in tale giorno veniva cotta la “cuccia” da parte dei confrati che poi la distribuivano ai poveri.
I festeggiamenti estivi cadono ufficialmente il 1° martedì di luglio (giorno solenne), ma hanno inizio la domenica e il lunedì che lo precedono e si concludono la domenica successiva, detta dell'ottava: “ ‘A Fèra” è la festa patronale più lunga delle Madonie.
Mappa
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37°54\'49.2\"N 14°11\'12.3\"E
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