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Descrizione
Ad oggi pochi ruderi rimangono dello stabile che viene chiamato Padiglione di Caccia dei Ventimiglia.
Tale Famiglia dei Ventimiglia, Principi di Castelbuono e Marchesi di Geraci, aveva giurisdizione anche sul territorio e sul centro abitato di San Mauro fin dal 1296.
I ruderi testimoniano la consistenza dell’originario impianto edilizio che doveva rappresentare un importante punto di riferimento nel contesto territoriale della zona trovandosi accanto ad una tra le più importanti vie di comunicazione del territorio, la Regia Trazzera per Gangi.
L’assenza di qualsiasi documentazione non permette di formulare ipotesi riguardo la costruzione della struttura.
La costruzione fu realizzata con pietrame locale, solai in legno (si rilevano i segni degli innesti delle travate lignee nelle mura).
A circa 50 metri dai ruderi si trova un abbeveratoio in pietra alimentato da acqua sorgiva. A pianta ottagonale con lati di circa 3,50 m, l’acqua di sovrappieno dell’abbeveratoio, attraverso canalette ricavate nella pavimentazione, veniva smaltita oltre la zona pavimentata verso piccoli bacini in pietra disposti lungo la pendenza del terreno, che servivano all’abbeveraggio di animali di piccola taglia. Queste vaschette, denominate “scìfi o scìfira” servivano per abbeverare le mandrie ovicaprine che pascolavano nel feudo.
Il sito, che sorge in località Canalicchio, è destinato ad ospitare rappresentazioni teatrali e di musica.
Mappa
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37°54\'27.3\"N 14°13\'46.6\"E









