il tessuto urbano

San Mauro Castelverde

Un paese non è solo un agglomerato di case, di cortili, di ànniti. Ogni pietra, ogni vicolo fa risvegliare memorie storiche e genere delle suggestioni delle immagini che ci immettono in una realtà a misura d’uomo. 

Se qualcuno volesse trovare in questa guida una serie descrittiva sui luoghi da visitare rimarrebbe deluso, per il semplice motivo che i monumenti, le chiese e quanto c’è di antico, servono soprattutto a risvegliare memorie storiche e a scatenare sensazioni e suggestioni che ci avviluppano in un’atmosfera densa di ricordi, di immagini, in poche parole ci si sente immersi in una realtà a misura d’uomo. 

Un mondo ormai scomparso, i ricordi affiorano alla mente, le viuzze che si snodano l’una dentro l’altra come se cercassero sostegno alla loro stessa esistenza e poi gli «anniti», i cortili, le scale, già sempre quelle, sali e scendi come se il ritmo dell’esistenza non si fermasse mai; … là, imbocchi una stradina, e all’improvviso un piano, un cortile possibilmente chiuso. È il mio paese! Un tempo anche questo angolo era popolato di donne e bambini e qualche persona anziana che nei pomeriggi e nelle serate estive si «prendeva il fresco», ricamando insieme alle altre donne (I vicinietri), lavorando dei calzini in cotone eseguiti con degli aghi sottili e ricurvi; ce ne volevano ben cinque per fare un calzino e così tra una passata ed un’altra ci si raccontava le cose più disparate. Era la ricerca della socialità. 

Il silenzioso tintinnio dei ferri delle lavoratrici veniva di volta in volta interrotto dal passaggio di qualche persona che dignitosamente salutava e si fermava a conversare, o da una turba di bambini che andava in giro per la «rua» a giocare ai Cow boy o agli indiani, a Lancillotto e Robin Hood, o meglio ancora a «travu luengu», «o palluni», «a libera», e, poi a volte ci si fermava a raccontare una storia «u cuntu» che le «vecchie» (donne anziane) sapevano saggiamente narrare. 

Piccole, crepuscolari cose, che appartengono ad un mondo ormai scomparso, eppure li fra quelle viuzze la vita si animava quando gli uomini stanchi dal lavoro dei campi ritornavano alla sera per scaricare le fascine di legna che sarebbero servite per fare il pane, e, quant’altro potevano ricavare dalla campagna, «a iaddrina chi camina torna ca ‘uzzaretra china».

Orbene, conoscere queste strade, sentire in alcuni periodi (inverno), risuonare i propri passi ci mette a confronto con la nostra stessa natura.

L’uomo ha il dovere di riflettere sulle cose e prendere coscienza di se stesso. Ecco, tra noi e la strada non esiste alcuna mediazione, già sei li…, solo con te stesso.

In un paesino come il nostro non si potrà certo trovare un quadro di Leonardo o una scultura di Michelangelo, ma non per questo, non ci si può per una volta, tuffare in una realtà sconosciuta densa di emozioni.

Su questa montagna la vita è continuata, lontana dall’era atomica, dai rumori e dalle contaminazioni. Si respira a pieni polmoni, l’aria fine penetra dentro di noi e ci arricchisce di una nuova linfa vitale.

Sono meravigliose le serate di Luglio ed Agosto in quel magnifico terrazzo sul mare, il piano d’asfalto ammattonato (Piano San Mauro), dove fino a tarda notte intere famiglie si abbandonano a tante licenze estive.

Questo è il paese, il mio paese!!!

Il tessuto urbano di San Mauro Castelverde affonda le sue radici nel periodo medievale, nonché alla dominazione araba. Le vie si snodano a partire dall’area del Castello e si sviluppano sulle pendici del monte con percorsi più o tortuosi, conservando ancora oggi qua e là ànniti, bagli, curtigli, portali di caseggiati abbienti, viuzze anguste come la Vanetra di nunni, termine che richiama dei piccoli uomini simili ai nani, e, Via Sant’Anna, dove una persona di taglia robusta non riesce a passare o passa di traverso.

Ma l’impianto medievale non era schivo da rappresentare talvolta degli archi che mettevano in comunicazione due case limitrofe con un sotto passaggio a volta che immetteva nella strada parallela sottostante o soprastante.

Nella mappatura del nostro borgo sono presenti ben 66 archi e volte, che ancora oggi si possono vedere in Via Archi, Via Garibaldi, Piano San Giorgio, Via Leopardi, ecc…; diversi cortili tra cui Cortile Pietà, Cortile Giusti, Cortile Serra, ecc…